3 COSE DA SAPERE SUL ROGITO DEL MUTUO
29 Marzo 2022
I VANTAGGI DEL PRESTITO CON DELEGA
21 Aprile 2022

Conceptual of business with wooden blocks column with icons on dark color background side view. free space for your text horizontal image

La Cessione del Quinto è un tipo di finanziamento rivolto a dipendenti pubblici, statali, privati e pensionati.

In quest’articolo parleremo di quali sono i diritti dei lavoratori e gli obblighi del datore di lavoro e quali invece i rischi a seguito del fallimento dell’azienda o di un licenziamento.

 

IL DATORE DI LAVORO È OBBLIGATO AD ACCETTARE LA RICHIESTA DI CESSIONE DEL QUINTO?

Inizialmente la cessione del quinto è nata come tipologia di prestito dedicata solamente ai dipendenti pubblici ed in seguito la legge italiana ha esteso questo diritto anche ai dipendenti privati e ai pensionati.
Dunque, il datore di lavoro è obbligato per legge ad accettare la richiesta di cessione del quinto del dipendente.

La legge permette la cessione di un massimo del 40% dello stipendio netto mediante due rate del 20% ciascuna. La prima rata è la Cessione del Quinto e la seconda è il Prestito Delega (spesso chiamato anche Doppio Quinto).

Attenzione però, l’accettazione o meno di un prestito Delega è però lasciata alla discrezionalità del Datore di Lavoro che potrà quindi legittimamente rifiutarla se ritenesse che vi siano validi motivi per farlo.

Una volta sottoscritto il prestito, tra gli obblighi del datore di lavoro vi è anche quello di garantire il rimborso delle rate, pagando al dipendente lo stipendio al netto della rata di finanziamento stabilita.

 

QUALI SONO I RISCHI A SEGUITO DI UN LICENZIAMENTO?

Con la cessione del quinto la stipula di un’assicurazione sul prestito è obbligatoria ed è volta a tutelare il richiedente in caso di perdita del lavoro e fine vita.

La polizza rischio impiego, copre i rischi legati alla perdita dell’impiego, ma solo se legata a motivi non imputabili alla volontà del dipendente.

In caso di licenziamento se il TFR riesce a coprire il debito residuo, allora il creditore si rifarà su quella somma liberando il debitore.

Se il TFR è inferiore rispetto al debito residuo, allora interviene l’assicurazione nel pagamento delle rate e l’ex dipendente sarà debitore non più dell’istituto di credito che ha concesso il finanziamento ma dell’assicurazione, secondo gli estremi contrattuali prestabiliti.

Se vuoi avere maggiori informazioni sui prestiti offerti visita il sito https://www.iprestito.it/soluzioni/